Manic Miner

MANIC MINER
Creato dal leggendario Matthew Smith nel 1983 per la Bug Byte Software, a vederlo oggi Manic Miner racchiude l’essenza dei videogiochi platform tipici della metà degli anni ottanta: nessuno scrolling, grafica e sonoro ridotti ai minimi termini, autentico concentrato di giocabilità capace di far salire la concentrazione e la tensione del giocatore a 1000 per l’impossibilità di sbagliare più delle fatidiche tre volte a disposizione. Tre vite per venti interminabili caverne da superare (da incubo la celebre ‘Warehouse’), tempo rigorosamente limitato, salti millimetrici e azioni da compiere sequenzialmente praticamente senza pensare, lasciando che siano le mani a far andare avanti Miner Willy e non la propria testa, suscettibile di disturbi esterni che potrebbero essere fatali alla nostra impresa. Una follia riuscire a terminarlo, non mi risulta che nessuno ci sia mai riuscito…perlomeno senza ‘barare’ con cheat o simili.
Una curiosità: dopo aver pubblicato il gioco per la Bug Byte, il buon Smith passò alla Software Projects e fece ripubblicare il suo pupillo per questa etichetta; nella prima versione del gioco si può digitare il numero 6031769 per attivare un vero e proprio cheatmode: pare che quel numero fosse il numero di telefono di Matthew Smith al momento di scrivere il gioco…e che l’attuale proprietario del numero sia stufo delle telefonate che giungono ancora oggi a casa chiedendo di lui, l’autore del grande Manic Miner!
Quasi dimenticavo: pare che Manic Miner sia stato il primo videogioco ad avere uno schermo di caricamento animato (la scritta MANIC che si alterna a MINER), e il primo ad avere una musica di accompagnamento durante il gioco. E scusate se è poco…

Recensione: https://www.gamesark.it/mostra_rece.asp

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