Commodore VIC 20 VS Sinclair ZX81

Mentre i computer allora esistenti erano costosi e complessi, Sinclair ZX80 era adatto alle esigenze e alle tasche di sperimentatori e studenti. Concepito nell’ottica del risparmio, veniva venduto anche in kit di montaggio. In questo caso, gli acquirenti dovevano montare e saldare i relativi componenti.

Non necessitava di periferiche dedicate e costose, come i monitor e i dispositivi di registrazione dei dati digitali, ma possedeva le interfacce per collegare una qualsiasi TV b/n e un comune registratore a cassette.

Anche il suo successore, Sinclair ZX81, si collegava direttamente al televisore di casa ed era in bianco e nero. Aveva solo 1K di memoria, ma c’era la possibilità di aggiungere un’espansione da 16K, che si doveva legare con un elastico.

Come il predecessore, aveva sulla tastiera i comandi del linguaggio di programmazione, una forma di BASIC facile da usare quindi gli utenti lavoravano con personal computer meno potenti di quelli di oggi ma avevano una comprensione migliore della logica del funzionamento del pc e del microprocessore.

Non c’era chip grafico, il computer era perciò molto lento perché doveva eseguire contemporaneamente le istruzioni BASIC e quelle per lo schermo. Aveva dei comandi FAST e SLOW per accelerare o rallentare i programmi fino a quattro volte.

Gli accessori opzionali erano le memorie, il registratore a cassette e la stampante termica.

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Il Commodore VIC-20 fu sicuramente il primo home computer a colori ad avere un prezzo molto conveniente: al suo debutto costava infatti solo 300 dollari, per questo divenne il primo dei tanti best-seller tra gli home computer prodotti dalla Commodore.

Era un ibrido a metà tra un computer e una consolle: dotato di tastiera, sistema operativo e linguaggio BASIC incorporato, tutte caratteristiche tipiche dei computer, ma anche di un’uscita video a colori e di una porta di espansione per cui furono subito disponibili molti videogiochi.

Fu definito “friendly computer” perché poteva essere programmato da chiunque con facilità: bastava infilare la cartuccia e il programma era disponibile, senza necessità di disporre di alcuna periferica.

La Commodore produsse più di un milione di VIC-20 dal 1981 al 1985 e nei periodi di picco venivano prodotti addirittura 9.000 computer al giorno.

Fonte: FINSON.com



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